“REGALBUTO BENE COMUNE” – Lista completa
Ecco di seguito la lista dei consiglieri e degli assessori di REGALBUTO BENE COMUNE. Porteremo avanti un progetto veramente giovane e veramente alternativo dove esperienza e nuove generazioni collaborano per il “bene comune”.
Sindaco: Angelo Palamito
Consiglieri:
1. Calcerano Rosario
2. Cantali Santo
3. Ingrassia Selena Giuseppa detta Selene
4. Intraguglielmo Maria Luisa
5. La Bruna Stefano
6. Lina Lo Iacono
7. Marletta Clara Maria Rita
8. Marraro Salvatore Antonino
9. Mascali Rosa Anna detta Rosanna
10. Pirri Michelangelo
11. Principato Gaetano
12. Privitera Giuseppe
13. Roccella Salvatore detto Salvo
14. Tempio Carmelo
15. Truglio Salvatore
Assessori:
Calcerano Rosario, Fiscella Damiana, Marraro Salvatore, Mascali Rosa Anna.
N.B. Ricordati sopratutto di segnare il nome del sindaco come sotto:
REGALBUTO BENE COMUNE
Noi dell’Italia Dei Valori di Regalbuto, in vista delle elezioni amministrative del 6 e 7 Maggio 2012, riconosciamo nel Dr. Angelo Palamito tutte le qualità e l’esperienza politica necessarie per la sua candidatura a sindaco. Abbiamo già dato il nostro contributo nella stesura del programma con proposte concrete, semplici ed efficaci e riconosciamo in Clara Maria Rita Marletta e in Carmelo Tempio i due candidati alla carica di consigliere comunale. Crediamo fermamente che essi si spenderanno con passione e dedizione per la lista civica “Regalbuto bene comune”. Siamo certi della qualità e serietà di tutti i candidati e collaboratori della suddetta lista e confidiamo di poter offrire ai cittadini e a Regalbuto nuove e più serene prospettive per l’avvenire.
Tesseramento 2012
Il 2011 è stato un anno molto controverso fra crisi economica, vittorie referendarie, dimissioni di Berlusconi e governo Monti. Il 2012 si prospetta altrettanto interessante, in particolar modo a Regalbuto dove si terranno le elezioni per eleggere un nuovo sindaco. L’Idv di Regalbuto è stata presente in molte iniziative e vuole continuare ad esserlo anche nelle elezioni amministrative di Maggio. Per essere influenti e per portare a compimento gli obiettivi che miglioreranno la vita di tutti noi cittadini, ci piacerebbe che ognuno di voi portasse il proprio aiuto e le proprie idee.
Il modo migliore per sostenere la nostra attività è aderire all’IDV di Regalbuto. Chiunque volesse tesserarsi, lo può fare in diversi modi:
- contattandoci al numero 3389121014;
- inviandoci una mail all’indirizzo idv.regalbuto@gmail.com;
- compilando il modulo di tesseramento direttamente via internet al sito nazionale ufficiale Italia Dei Valori: http://organizzazione.italiadeivalori.it/ubik/tesseramento/index.php
Molti hanno già rinnovato la loro tessera e nuovi membri hanno aderito per il 2012. Siamo pronti a dare qualsiasi tipo di informazione e a soddisfare le vostre curiosità. Cogliamo l’occasione per ringraziare chi ci ha sostenuto finora: i tesserati e i simpatizzanti, nonché tutti coloro che hanno firmato per i referendum: un grazie di vero cuore!
Comandante Fagone: una scelta “stupefacente”!
Ancora una volta l’attuale amministrazione sprofonda nell’ennesima azione vergognosa. Stavolta addirittura si è varcato abbondantemente il confine che separa la legalità dal crimine. A quanto scrive il quotidiano La Sicilia, il signor Fagone Pulici Raffaele comandante dei vigili urbani di Regalbuto si è autosospeso (l’intera notizia si può leggere su La Sicilia del 03/12/2011 pagina 33, la prima nella cronaca di Enna). Sembra infatti che il tribunale di Nicosia stia indagando sull’irregolarità di un concorso vinto dall’ormai ex comandante. Infatti, pare che il signor Fagone fosse già stato condannato a due anni di reclusione per traffico di stupefacenti e quindi risultava incompatibile con il concorso pubblico per diventare comandante! Cioè, colui che avrebbe dovuto vigilare sulle nostre strade e garantire la nostra sicurezza sarebbe invischiato in traffici di droga. Una persona con una condanna così grave sulla testa come ha potuto partecipare ad un concorso pubblico per un ruolo così strettamente connesso alla legalità? Ma cosa più “stupefacente” (è il caso di dirlo), perché il sindaco Gaetano Punzi ha accolto a braccia aperte un soggetto già condannato e quindi del tutto incompatibile con la carica assegnatagli? Questa volta non basterà il silenzio del sindaco e dei suoi “compari” a far cadere la questione nel vuoto. Noi chiediamo e vogliamo spiegazioni e sopratutto la vogliono e la meritano i cittadini! Quindi caro sindaco Gaetano Punzi e cari consiglieri ecco le nostre domande sperando in una vostra risposta:
- Dato che probabilmente eravate a conoscenza della condanna che pendeva sull’ormai ex comandante Fagone Pulici Raffaele (se non lo eravate sarebbe ancora peggio) perché avete voluto proprio lui per l’incarico?
- Come pensavate di spiegare all’opinione pubblica una scelta così ambigua? O davvero pensavate che nessuno se ne sarebbe accorto e che prima o poi non sarebbe scoppiato lo scandalo?
- Perché poi sceglierlo in un paese lontano come Palagonia invece di cercarne uno nelle zone limitrofe?
- Dobbiamo pensare a qualche fine politico o qualche favore dovuto a qualcuno per la scelta di assegnare il comando dei vigili urbani di Regalbuto proprio al signor Fagone oppure c’è un motivo più semplice e meno oscuro?
L’acqua può tornare al Comune
PER CONOSCENZA AL SINDACO E AI CITTADINI
Perché l’acqua non torna ai comuni?
Dopo la vittoria ai referendum molti ci hanno chiesto come mai la gestione dell’acqua non sia ancora tornata sotto il controllo del Comune.
Il referendum è stato un traguardo che abbiamo raggiunto tutti insieme. Abbiamo affermato a piena voce che l’acqua deve essere un bene pubblico. A compiere il passo successivo devono essere i singoli comuni.
La prima città italiana a far valere il risultato del referendum è stata Napoli. Il sindaco Luigi De Magistris (Italia Dei Valori) sta riuscendo a far tornare l’acqua un bene comune. Se ci sta riuscendo lui che aspettano tutti gli altri? Il sindaco Gaetano Punzi, ad esempio, che attende?
Di seguito riportiamo l’articolo de L’Unità che ha dato risonanza alla notizia:
L‘Unità
(24 settembre 2011)
Napoli rende operativo il referendum: l’acqua ridiventa pubblica
Prima realtà italiana a farlo, il Comune di Napoli rende operativa la volontà referendaria e trasforma l’Arin, società che fino ad oggi ha gestito il ciclo dell’acqua, in Abc, Acqua bene comune. La neonata azienda si caratterizza per essere una società speciale di diritto pubblico i cui obiettivi saranno «il pareggio di bilancio attraverso l’attuazione dei principi di efficacia, trasparenza ed economicità». A stabilirlo, l’atto voluto dal sindaco De Magistris e dalla sua giunta e che ora dovrà essere approvato dal Consiglio comunale. «L’acqua a Napoli è pubblica e accessibile a tutti. La nuova società – ha spiegato il sindaco – sarà gestita con criteri di trasparenza e di piena garanzia della salute pubblica, con il controllo dei costi». E ora De Magistris pensa a internazionalizzare questa esperienza attraverso un gemellaggio con il Comune di Parigi, «una eventualità di cui ho discusso con l’ex primo ministro francese, Lione Jospin», annuncia il primo cittadino.
Ricicliamo l’amministrazione comunale!
L’ultimo consiglio comunale è stato l’ennesima prova di quanto sia caduta in basso la condotta politica di alcuni nostri amministratori e di alcuni consiglieri. Il punto più importante all’ordine del giorno era sicuramente l’approvazione del piano triennale sui rifiuti e la scelta di un sito dove costruire un centro di compostaggio per la raccolta differenziata dato che le nuove leggi ci impongono di dar vita ad un ciclo virtuoso dello smaltimento dei rifiuti.
La brillante idea dei nostri amministratori era quella di far sorgere il centro di compostaggio nella zona artigianale. Un luogo del tutto inadatto a questo scopo sia da un punto di vista normativo (perché troppo vicino alle abitazioni dei cittadini e perché le zone artigianali non possono ospitare strutture che rischiano di disperdere nell’ambiente sostanze tossiche) che da un punto di vista economico, poiché una struttura del genere scoraggerebbe i potenziali acquirenti dei lotti circostanti adibiti alla costruzione di strutture commerciali e artigianali e che in un futuro (si spera non troppo lontano) potranno portare vantaggi economici e sociali.
Ovviamente a difendere a spada tratta questa malsana scelta si schierano il sindaco Punzi, il consigliere Francesco Bivona (ormai ex vice presidente del consiglio) e, ultimo ma non meno importante, l’assessore Antonio Latora. Il più determinato sembra proprio quest’ultimo che nella sua accorata e aspra difesa sulla scelta del sito, di fronte ai consiglieri e al sindaco afferma: “Non ci sarà rischio di fuoriuscite tossiche o di cattivi odori. Nel centro verranno trasportati solo rifiuti innocui come plastica, carta e rifiuti umidi. Per non incorrere nelle sanzioni regionali bisogna agire in fretta e la ricerca di un sito alternativo ci rallenterebbe”.
A sentirlo tutto funzionerebbe senza problemi, senza rischi né intoppi. Ma cosa accadrebbe in caso di incendio? E in caso di sciopero? Ovviamente a pagarne le conseguenze sarebbero i cittadini. Noi riteniamo questo piano miope e poco pratico. Sarebbe meglio collocare una struttura del genere abbastanza lontano dal centro abitato così da evitare problemi. La discussione è andata avanti fino ad arrivare ad una rissa verbale e alla pausa forzata per evitare ulteriori liti.
Insomma continuano le baruffe da pub in un luogo che dovrebbe essere la culla della democrazia. Per tirare le somme, il risultato della serata è stato la bocciatura del piano per la costruzione del centro di compostaggio e insulti verbali a pioggia. Continua la discesa senza freni di una classe politica nata male e cresciuta peggio. Quelli che dovevano essere i (falsi) giovani e promettenti volti della politica regalbutese si sono rivelati inefficaci e poco disciplinati (lo stesso assessore Latora interrompeva di continuo i consiglieri Palamito e Maida che esprimevano giustamente le loro perplessità), neanche capaci di far approvare una proposta nata da loro poiché ormai in netta minoranza. La soluzione? Un bel centro di compostaggio nella sala comunale per riciclare questi “giovani” e avanti i prossimi!
Ennesima auto in fiamme a Regalbuto
Apprendiamo con molto dispiacere dell’ennesimo incendio di un’automobile, questa volta ai danni del vice presidente del consiglio comunale Francesco Bivona. Cogliendo questa spiacevolissima occasione, esprimiamo la nostra solidarietà al consigliere Bivona e a tutti coloro che purtroppo hanno subito lo stesso atto spregevole e vigliacco.
Non c’è neanche bisogno di dire che gesti di questa violenza e brutalità vanno condannati sempre, in qualunque caso. La faccenda delle macchine bruciate, data la portata e la durata (dura ormai da un paio di anni), merita delle riflessioni e delle domande politiche e civili. Pertanto è come uomini e come partito che ci schieriamo contro questo modo di fare, qualunque ne sia la causa, la motivazione, lo scopo.
Quando un uomo impegnato in politica subisce una tale becera azione, subito sorge la domanda se essa abbia a che vedere con la sua attività di amministratore. Se così fosse, non ci potrebbe essere modo d’agire peggiore: la politica (in special modo quella democratica) è la sostituzione della violenza di qualunque tipo con la discussione, anche accesa. Chi brucia macchine per motivazioni politiche è un mafioso o un fascista.
Tuttavia, il fenomeno a Regalbuto ha riguardato tante persone, politici e non politici. Anche in questo caso, qualunque sia la motivazione, il gesto è talmente vile e codardo da meritare solo una condanna senza riserve. Chi brucia macchine per vendetta, risentimenti personali, divertimento, passatempo è un vigliacco, un barbaro, un indegno del consesso civile.
Al di là di queste ovvie condanne, ci chiediamo però cosa si è fatto per arginare il problema; perché dato che questo è continuato vuol dire che non si è fatto abbastanza. È tutta la classe politica che si deve interrogare sulle proprie responsabilità civiche e sociali.
Siamo consapevoli che questo non può bastare; perché la politica non è onnisciente e onnipotente. Chiediamo pertanto a ogni singolo cittadino (e noi saremo i primi a farlo) di vigilare, di segnalare se e quando si è visto qualcosa, di rifuggire da ogni tipo di omertà. È toccato a tanti, potrebbe toccare a ognuno di noi. In cambio, tuttavia, la politica e le forze dell’ordine devono garantire pieno sostegno e protezione a chi si fa carico di denunciare un problema che oltre che a puzzare di bruciato, per i nostri nasi ormai assuefatti odora sempre anche un po’ di mafia.
I complici del sindaco Punzi
Ieri, giorno 20 gennaio, si è tenuto il tanto atteso consiglio comunale in cui si è discussa la mozione di sfiducia presentata da alcuni consiglieri di opposizione. Ebbene abbiamo avuto la conferma di ciò che già era chiaro a tutti: il sindaco Gaetano Punzi non ha più la maggioranza! Un’amministrazione che continua ad accumulare fallimenti su fallimenti e che è ormai sempre più alla deriva non può in alcun modo contribuire al benessere di Regalbuto e dei suoi cittadini.
Il dovere del sindaco Punzi è fare tutto il possibile affinché il paese rinasca dopo questa fase di crisi economica e si sviluppi culturalmente e socialmente. Noi riteniamo che invece non sia in grado di svolgere il suo compito; questi sono stati anni di mal governo (zero attività culturali, economia ferma, rifiuti, strani sommovimenti di assessori e consiglieri) coronati dal disastroso risultato della mozione di sfiducia.
Ieri il sindaco, in evidente difficoltà, ha tentato di difendersi, peggiorando solo la situazione, giungendo a definire “papiello” (termine ormai in odore di mafia) il documento con cui si portava in consiglio comunale la sfiducia, tacciando di anti-democraticità la stessa mozione, dicendo che le motivazioni politiche del documento erano solo menzogne e infine dando dell’aborigeno al consigliere Palamito (capogruppo Pd). Certo, poi il sindaco ha spiegato le sue parole e tentato di fare retromarcia. Ma resta il fatto che il consigliere Palamito gli ha dato una vera lezione di eleganza, democrazia e acume politico, smentendo a una a una tutte le difese e restituendo al mittente, provandole, le accuse di menzogna.
Quel che resta dei consiglieri di maggioranza, ha portato in consiglio un documento di sostegno al sindaco. Resta da chiarire il mistero delle firme. Prima s’era detto che i firmatari erano cinque: Bivona, Grifò, Longo, Paratore e Cardaci (consigliere). Paratore era assente e in quel momento anche Cardaci, poi giunto in ritardo. L’assessore Cardaci (omonimo del consigliere) s’è stupito perché diceva che forse aveva sbagliato i conti, poiché le firme secondo lui dovevano essere quattro. Al che, il presidente del consiglio Meli gli passa i fogli della mozione; l’assessore li controlla e dice che s’era sbagliato, probabilmente. Dunque, i fogli sono stati controllati da Bivona, Cardaci (assessore) e Meli (presidente del consiglio comunale). Tutti a dire che le firme sono cinque. Senonché, poi arriva il consigliere Cardaci. Il consiglio comunale va avanti e poi, alla fine, si scopre che le firme del documento a sostegno del sindaco erano solo quattro, perché il consigliere Cardaci non aveva firmato. Svista collettiva? Allucinazioni? Piccola furbizia?
Ad ogni modo, ecco com’è andata la votazione:
Presenti: 13
Assenti:2
Favorevoli alla sfiducia: 9
Contrari alla sfiducia:3
Astenuti:1
Bivona, Grifò, Longo: sono questi i consiglieri complici del mal governo e dell’inefficienza che hanno salvato il sindaco dalla sfiducia. Come al solito tante belle parole sul bene di Regalbuto ma alla fine è sempre difficile ammettere la propria incapacità amministrativa e farsi da parte. Il primo cittadino ha salvato la poltrona ma non la faccia! Un’amministrazione che ormai è in agonia e in netta minoranza non farà altro che peggiorare la situazione. Non è troppo tardi: il sindaco riconosca la sconfitta e si dimetta. In caso contrario sarà battagli senza tregua e la prossima sfiducia arriverà direttamente dai cittadini!
Sulla moderazione dei commenti
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Fatte salve queste condizioni, sono ben accetti tutti i commenti, anche e sopratutto quelli critici.
Anno nuovo, politici vecchi
Cari lettori e lettrici, ben trovati dopo la lunga pausa festiva, anche se fra crisi, rivolta studentesca e il bluff del 14 dicembre c’era poco da festeggiare. Ma siamo arrivati al 2011 nonché all’anniversario dei 150 anni dall’unità d’Italia (malgrado la Lega). Dopo il disastro che questo governo ha provocato al paese il nuovo anno si apre con qualche nota positiva e con appuntamenti che lasciano ben sperare. Il primo sarà giorno 12 gennaio quando la corte costituzionale esprimerà il suo parere sul legittimo impedimento e in caso di bocciatura riprenderanno tutti i processi in cui è invischiato Berlusconi. In caso contrario si andrà al referendum abrogativo voluto proprio da IDV.
Cosa più importante è però un sondaggio pubblicato il 7 gennaio da Il Fatto Quotidiano che evidenzia che PD e PDL continuano la loro inarrestabile corsa verso il fondo del barile. Infatti sono sopratutto gli anziani a sostenere le solite facce dei due partiti maggiori, magari perché memori di tempi migliori ormai tanto lontani. Il resto del paese (operai, insegnanti, impiegati ma sopratutto giovani) guardano sempre più a IDV, SEL e FLI. Come biasimarli? Mentre PD e PDL sono impegnati a insultarsi a vicenda fra pseudo comunisti che puzzano di stantio, vecchi dischi rotti e maniche rimboccate, gli altri partiti hanno argomentazioni di gran lunga migliori: l’IDV parla di giustizia, meritocrazia e sicurezza, SEL di energie rinnovabili, giovani e turismo e FLI di nuova destra europea e giovane. Da un lato brodo riscaldato, dall’altro scontro e confronto di idee (se siano giuste o sbagliate lo decideranno gli elettori). Sono i giovani che hanno bocciato in pieno gli anziani della politica e i vecchi metodi sempre più retorici e poco pratici. L’esempio più lampante lo abbiamo proprio qui, a casa nostra, il nostro sindaco. Sostenuto solo da cinque consiglieri (che forse lo fanno solo per mantenere a galla qualche loro amico assessore), pur di non rinunciare alla poltrona ha paralizzato Regalbuto con una politica di vecchio stampo fatta di slogan ma del tutto inefficace. Infatti altro grande appuntamento sarà il prossimo consiglio comunale dove si voterà la fiducia (o sfiducia) a Gaetano Punzi e riporteremo nomi e cognomi di chi lo sosterrà rendendosi complice di un’amministrazione che fa poco e pure male. Il nostro invito è rivolto sia a lui che alla vecchia politica nazionale: lasciate il paese in mano a gente nuova e piena di energie!


